
il castello di ferrara
La famiglia d’Este dominò per oltre tre secoli il territorio del ferrarese e fu protagonista delle vicende storico-politiche della città di Ferrara.
Solo nei primi decenni della signoria, la città di Ferrara conobbe uno sviluppo sorprendente, sia per quanto riguarda l’arte e la cultura, che da un punto di vista urbano, vedendo aumentare di oltre 5 volte la sua estensione.
In particolare, sotto l’egida di Nicolò II d’Este si confermò definitivamente il potere della casata. Nel 1938, a seguito delle violente insurrezioni popolari contro la casata causate dall’impellente carestia, Nicolò II fece costruire, sentendosi minacciato, una fortezza che divenne il simbolo del potere e del dominio sulla città, il Castello di San Michele, ora meglio noto come il Castello Estense, che oggi è diventato il simbolo della città. Il progetto fu affidato all’ingegnere di corte Bartolino da Novara proprio nel giorno di San Michele, da cui il nome della costruzione, e fu edificato in corrispondenza di un’antica torre di guardia. A partire dall’impianto originario della torre venne eretta una rocca a scopo difensivo. La prima torre-rocca fu poi collegata ad altre tre torri con disposizioni a quadrilatero, creando una vera e propria fortezza circondata da fossato, prima con destinazione militare, divenne in seguito una sontuosa dimora per la signoria.
Di notevole importanza fu l'opera di ristrutturazione voluta da Alfonso I, che chiamò a corte i più grandi maestri del tempo, da Michelangelo a Tiziano.
Oggi il castello è visitabile e spesso ospita importanti mostre.
Dal 1995 è stato attribuito dall’Unesco al centro storico di Ferrara il titolo di appartenenza al Patrimonio Mondiale dell'Umanità quale "...mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento che conserva il suo centro storico intatto."



